Donna over trenta, senza figli, luogo Italia. Condanna senza appello

Sei in fila alla cassa della Coop. Hai avuto una giornata di merda, ma non importa, perché ora sei nel pieno della tua vita sociale, la spesa alla Coop. Ti sei presa qualcosa che ti piace, un pò di birra e gli ingredienti per fare la pizza.  Ti stai rilassando, nonostante il mondo. Non vedi l’ora di arrivare a casa, di buttarti sul divano, di portare fuori il cane, di vedere la prossima puntata di Orange is the new black .Cose così, ma c’è sempre qualcuno nei paraggi pronto a farti capire che ti trova abbastanza inutile. Lei è lì, davanti a te. Spinge il carrello, ma nel frattempo imbraccia cinque bambini di età compresa tra i 2 e i 3 anni, che io mi chiedo sempre come cazzo ha fatto a partorirli tutti insieme, oppure un pò alla volta, e mi metto a calcolare i tempi ma proprio non tornano i conti. Oltre ai bambini imbraccia anche il passeggino e siccome i pannolini non ci stavano tutti dentro il carrello, prende anche  a calci qualche confezione. E’ incazzata nera, più di me dieci minuti fa, glielo leggi in faccia. Non ce la fa più. Vorresti quasi aiutarla, ma sai che se allungassi le braccia per prendere un bambino a caso, il suddetto bambino scoppierebbe in un pianto a dirotto che manco se avesse visto Belzebù. E’ magrissima e bellissima, nonostante tutti i bambini, oltre all’incazzatura ha scritto in faccia anche la dieta e l’esercizio fisico che farà nelle 3 ore che eccedono le 24 dei comuni mortali. Provi empatia, istintiva. D’altra parte, è umana anche nella sua perfezione. Non importa che tu non sia mamma, non importa che tu non faccia una dieta da 850 anni e che pur di non alzarti dal divano preghi il cane che ti porti il telecomando, un pò di empatia si prova così, ad istinto, a meno che tu non sia incazzata col mondo intero. E lei sembra sentire i tuoi pensieri perché si gira come Regan ne L’Esorcista e proprio come lei ti fulmina. Tu sai perfettamente cosa vede quando ti guarda con tutto quell’odio. Si riflette la forma uterina nelle palle dei suoi occhi. Vede un enorme, gigantesco utero vuoto. E vecchio. “Perché si vede che hai 36 anni, eh cara.” Alla sua vista tu non ci sei, sparisci, rimangono solo i tuoi organi riproduttivi inutilizzati e tutti gli ovuli che ogni mese sprechi, senza arredare il tuo utero sfitto. Io lo vedo, tutto quell’odio, ed improvvisamente ai suoi occhi mi sento così:

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Drugo ne “Il grande Lebowski”, spero non ci sia bisogno di dire altro
Mi si infilano anche le ciabatte da spiaggia. Insomma, una cazzona senza nè arte nè parte, anche un pò egoista, che si dedica al divertimento e alla spensieratezza. Sì, perché non importa quale lavoro tu faccia, e non importa neanche che magari negli ultimi anni ti sei fatta un culo così, perché il fatto che tu non abbia bambini significa che non hai niente da fare e che nemmeno ti rendi conto. “No, tu non ti rendi conto”, dicono i loro occhi e a volte anche la loro bocca. “Poi insomma, perché a 36 anni non hai ancora riempito l’utero? Ci dev’essere qualcosa che non va in te. Sicuramente è una scelta, la scelta della cazzoneria in ordine sparso. No, non hai sicuramente problemi fisici, no, non hai sicuramente problemi economici (ti ho vista con la macchina nuova, io ti vedo e ti faccio il 730 in mezzo secondo), non hai nessun cazzo di problema, sei solo estremamente egoista. Ma non lo sai che i figli sono la cosa più bella del mondo? Ah no, che non lo sai: perché tu che non li hai ancora fatti, non hai ancora capito nulla della vita.”

Tra i trenta e i quaranta anni, donna, e senza figli. Queste tre caratteristiche non possono convivere, almeno non in Italia. C’è qualcosa che non va, e “loro” te lo devono dire in qualche modo, te lo devono dire che quello che fanno loro è giusto e quello che fai tu è a tratti persino amorale.  Vorrebbero immergerti nell’acqua santa per farti rinsavire. “Non hai ancora compiuto la tua missione, quella per cui sei nata, e probabilmente non lo farai mai. Perché comunque sei parecchio in ritardo, ti sei voluta divertire fino ad adesso e adesso E’ TARDI. Redimiti, ma fallo subito. Oddio, hai anche un uomo?? E cosa fate ogni giorno? Ma non lo sai che gli uomini servono a quello? Sì, perché da quando ho mio figlio a me di mio marito non me ne frega niente, io sono la super mamma che fa tutto da sola e vive per i figli, ma è anche super perfetta perché mi hanno detto che bisogna essere così. Sì, così mio marito se ne va in giro soddisfatto della sua bella moglie con le unghie laccate, eh va beh poi se non lo degno di uno sguardo pazienza, in fin dei conti io ho i bambini, che cazzo vuole? Io gli ho fatto la prole, io sono bella, io sono la moglie di rappresentanza, adesso non è che posso essere pure carina e affettuosa. Ma tu, tu, non puoi capire cosa vuol dire perché non hai partorito.  Già mi stanno sui coglioni quelle che non hanno partorito con dolore, figurati se puoi starmi simpatica tu, che al massimo hai avuto una colica dopo il tiramisù. Tu, tu, tu, con la tua stupida spesa di patatine fritte e il tuo stupido cane, ti vedo in giro senza figli! A cosa servi?? Tu, tu, tu! Tu… tu… tu….” – Mentre gli sputazzi mi stanno facendo lo shampoo nonostante, in verità, lei stia solo pensando! – e il suo odio mi dà improvvisamente alcune certezze, che sono sempre utili nella vita: ho dimenticato la Nutella, poi c’è un unicorno che sta passando nel parcheggio, devo andare a fotografarlo.

 

 

 

 

 

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