Nuovi percorsi di viaggi

Berlino

Sono passati ben tre anni dal nostro ultimo viaggio on the road, di cui ho scritto un ricordo particolare di Berlino qui. Un viaggio di cui la capitale tedesca è stata soltanto una piccolissima parte. Durante questi anni non abbiamo rinunciato a viaggiare, ma abbiamo scelto località più turistiche e meno culturali, forse più rilassanti, ma meno stimolanti. Ora è arrivato il momento di ripartire. Quando partimmo, 3 anni fa, il nostro obiettivo era fare “un giro dell’Europa”, ma non sapevamo, non avevamo la minima idea del percorso ideologico e culturale che avremmo solo “assaggiato”. E’ per questo che ora è il momento di tornare nell’est, per conoscerlo meglio. Sono una nostalgica delle atmosfere della Guerra fredda, della cortina di ferro, della frontiera. Attenzione, non ideologicamente parlando, al contrario, credo che questi paesi abbiano avuto una rinascita incredibile e meravigliosa dopo il crollo del Comunismo. La mia nostalgia nasce da un puro senso estetico, una curiosità per il diverso, il folkloristico, il costume, la sete di sapere, capire a fondo cosa vissero questi luoghi meravigliosi in quegli anni. Per questo motivo, a Praga mi piacque particolarmente cenare nel ristorante Café Slavia, perché qui tutto mi sembrò essersi fermato. Mi sentii catapultata in una serata qualsiasi negli anni ’60, in un ristorante elegante scelto da alcuni gerarchi comunisti per divertirsi un pò. Il pianista suona per i clienti seduti ai tavoli circolari ed eleganti (a proposito, credo che il pianista sia veramente originale dell’epoca), i camerieri portano succulenti piatti della tradizione ceca. La moquette attutisce i passi, gli eleganti lampadari scintillano.

Kavarna-Slavia-Café Prague
Gli interni del Café Slavia a Praga

Fuori, Jan Palach si dà fuoco. Avrebbe dovuto aspettare ancora alcuni decenni prima che nel suo paese, per il suo Popolo, arrivasse quella libertà da lui tanto desiderata, quella libertà per la quale Jan è morto per protesta. Ma il popolo ceco non ha perso la speranza, e alla fine è stato premiato. La loro fierezza, la loro fermezza, la loro discrezione e determinazione sono caratteristiche che si respirano nell’aria di Praga, sono emblematiche di un’epoca. Come potrebbe non diventare quanto meno discreto, se non timidamente diffidente, un popolo per il quale riunirsi in una stanza in più di sei persone è proibito? Non è solo la rinascita dell’est dopo la fine della cortina di ferro ad attirarmi. A Praga, così come in tutto l’est Europa, le tracce della cultura e tradizione ebraica sono tangibili in ogni angolo. Gli ebrei non sono quasi più presenti, in Europa, e chiedersi perché risulta quanto meno prosaico. Ma il loro passaggio è ovunque, con le sinagoghe, i monumenti, le simbologie ebraiche che si mischiano a quelli cristiane e pagane creando ispirazioni esoteriche e leggende affascinanti. A Berlino, davanti a moltissime case, sul pavimento, ma ben visibile, ci sono piccole targhe ottonate con sù scritto chi abitava in quella casa prima della seconda guerra, quando è stato portato via, e dove è morto. Si chiamano Stolperstein, pietre da inciampo.

images

 

Così, rientrata a casa, avevo una voglia terribile di saperne di più di questi luoghi e di queste culture. Ho letto moltissimi libri, tra cui il bellissimo Il muro di Berlino , di Frederick Taylor. Ho anche letto alcuni reportage giornalistici sulla Primavera di Praga . Poi è arrivato lui, Israel Joshua Singer, con il suo La famiglia Karnowski, epopea di una famiglia ebrea a cavallo tra Ottocento e Novecento, fino alla fuga negli USA con l’avvento del nazismo. Pareva di essere lì con loro, tra le vie di Berlino, tra i profumi della cucina ebraica e le lacrime dei perseguitati. Che bello leggere quelle storie ambientate in luoghi che hai visitato, che conosci, che hai serbato nel cuore, ma narrati in altre epoche. La Landsberger Allee, ancora prima che venisse ribattezzata Lenin Allee, durante i decenni di esistenza della DDR, sotto il controllo sovietico. Ora naturalmente è tornata ad essere la Landsberger Allee.

Infine, facendo di nuovo un salto nel tempo, ma ancora più indietro, ho recentemente letto Di notte sotto il ponte di pietra di Leo Perutz, libro magico che racconta la Praga del 1600, con la leggendaria figura dell’ebreo Mordechai Meisl. Ho scoperto che Singer e Perutz sono solo alcuni degli scrittori della cultura ebraica che sono stati riscoperti solo in seguito alla loro morte, rimasti nell’ombra per decenni, ma voci importanti della loro epoca.

Quest’anno il viaggio che stiamo organizzando vedrà dunque il ritorno a Praga, sirena che canta e ci richiama ammaliatrice. Perché questa città senza tempo merita una seconda visita e non solo nei suoi luoghi turistici. Poi, vogliamo conoscere meglio anche altre città dell’est fortemente caratterizzate dalla presenza ebraica, in particolare Cracovia e Budapest. Quello che farò su questo blog, staccandomi  da disquisizioni puramente culturali, è condividere qualche consiglio e raccontare come stiamo organizzando questo viaggio in auto attraverso vari paesi europei, come sfruttare in modo soddisfacente tempi e luoghi e risorse economiche, con una compagnia preziosa, il proprio cane.

Praga_cane

 

Annunci

3 comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...